Paola Romano

“Quello che cerco di trasmettere con il mio lavoro è un sentimento di euforia. Un semplice pensiero, che anche se in continuo mutamento, indichi il senso positivo della vita.” “I try to convey with my work a feeling of Euphoria. A simple thought, that although changing, indicating the positive sense of life.”
 

lo studio-atelier a Monterotondo

Il suo mondo è concreto, la sua natura è semplice, fino quando non arriva quella necessità, quel bisogno che attanaglia, al quale non vanno messi freni né diluiti i tempi, ma bisogna assecondare ed ubbidire, lasciarsi andare ed accondiscendere per entrare in un altro spazio temporale dove nulla è stato stabilito né ipotizzato.

Mani e materia si spingono all’unisono “fin dove li porta il cuore”.

E, il “dono” creato, prima ancora che ai nostri occhi, si apre agli occhi della “madre”.

L’artista nella sofferenza, patto antico di ogni nascita, trova la forza di “toccare l’universo” entrandoci in contatto attraverso la materia di cui è composto.

Dipingere per lei è seguire la rotta dei suoi impulsi. Paola appartiene al cosmo più di ciascuno di noi, e creare per lei significa avvicinarsi ad esso, accarezzarlo fino ad “imprigionarne” un pezzetto in qualcosa che l’uomo chiama opera d’arte.

Impastare, amalgamare, stratificare la malta, il sale, le polveri di metalli come l’oro zecchino, la sabbia, i minerali, esplorandone tutte le potenzialità e possibilità, è il suo unico obiettivo.

Dal “movimento”, di cui l’espressionismo astratto americano è maestro, esce la forza interiore di un’artista che attraverso le mani accompagna l’opera al suo destino, ritrasmettendo allo spettatore con un solo colpo d’occhio tutto il fuoco della creazione: come “magma” fuoriuscito dalle viscere e stratificatosi qua e là. Forme nuove sconosciute prima, piene di sofferente memoria rigenerate a nuova vita, questo sono le sue opere.

Palazzo Ziino – Palermo

www.arteromano.net